Un Carnevale all’insegna del gusto e della tradizione. Ecco le tante novità by Madò


Carnevale ogni scherzo vale, ma per quanto riguarda i dolci, niente scherzi:
questi non devono proprio mancare. È ormai alle porte il giorno più mascherato
dell’anno, quello in cui i più piccoli diventano supereroi, fate, principesse o
principi e anche gli adulti, diciamocelo, si divertono a tornare un po’ bambini.
Una festa che oltre a rallegrare l’animo, rallegra soprattutto il nostro palato.
Quest’anno, purtroppo, come per San Valentino, anche il Carnevale, a
causa del Covid-19, non potrà essere festeggiato in gran compagnia o in
piazze con carri, istrioni e fuochi d’artificio, ma non per questo sarà
meno divertente degli altri. 


Il Carnevale è, infatti, un’antica tradizione che non può non essere rinnovata,
specie a tavola. Proprio per questo noi di Madò Pasticceria abbiamo pensato a
diversi dolci tipici di questa festività che di certo sapranno riprodurre l’atmosfera
carnevalesca e, perché no, sapranno come migliorare il nostro umore reso un
po’ amaro da questi ultimi tempi; del resto gli zuccheri a questo servono!  Abbiamo ideato una delle nostre box contenente le famose chiacchiere, due vasetti di sanguinaccio (uno al pistacchio e uno al cioccolato) e 200g di castagnole  in omaggio: insomma, una delizia per cui anche il “Carnevale vecchio e pazzo” della filastrocca di D’Annunzio avrebbe venduto il proprio materasso, rinunciando anche a “pane e vino, tarallucci e cotechino”.

 

Inoltre, per deliziare il palato di tutti, sul sito della nostra pasticceria sarà possibile acquistare anche chiacchiere e sanguinaccio al cioccolato entrambi gluten free (senza glutine). Ma non è finita qui. Per non farci mancare nulla, abbiamo preparato il migliaccio napoletano, detto anche pastiera”, e il berlingozzo toscano

Tutto ciò, grazie alle nostre spedizioni in tutta Europa, potrai spedirlo anche a chi è lontano dalla propria nazione e vorrebbe festeggiare il Carnevale italiano: magari con uno di questi dolci potrà sentirsi proprio a casa! Dunque, basterà fare un semplice “click” per aprire le porte del paradiso e scegliere con cosa deliziarti durante questi giorni festivi, che partono da giovedì 11 febbraio e terminano il 16 febbraio ovvero il cosiddetto (forse non proprio a caso) martedì grasso. Quindi, niente bada ai chili che metteremo, alle maniglie dell’amore o ai nostri poveri denti; un piccolo strappo alla regola prima della Quaresima ce lo meritiamo: lasciamoci trasportare dal gusto, ma soprattutto viviamoci, tra chiacchiere e risate, un momento di pura felicità!



CURIOSITÀ: Perché festeggiamo il Carnevale?


LA LEGGENDA DI RE CARNEVALE. Re Carnevale non solo era un re molto
ricco e potente, ma era anche molto generoso. Le porte del suo palazzo, infatti,
non venivano mai chiuse e chiunque poteva entrare nelle cucine e mangiare tutti i piatti preparati dai cuochi. Ma i suoi sudditi, anziché essere grati per la
generosità del loro re, a poco a poco cominciarono ad approfittarsene e a
mancargli di rispetto. Lo deridevano così tanto che il povero re non usciva più
dal palazzo per timore di essere preso in giro. Allora si ritirò nelle cucine dove
passava il tempo a bere e a mangiare. Così diventò grasso come un pallone. Un
sabato però, dopo aver mangiato più del solito, si sentì malissimo, quasi
di morire. Capì che la sua ingordigia lo aveva rovinato, ma nonostante tutto non
era pentito della vita allegra che aveva condotto, era soltanto dispiaciuto di
doversene andare solo e abbandonato da tutti. Re Carnevale però ricordò di
avere una sorella, Quaresima, che aveva cacciato anni prima da corte. La
mandò a chiamare affinché si prendesse cura di lui. Quaresima accettò di
assisterlo, ma in cambio pretese di essere incoronata regina alla sua morte. Re
Carnevale accettò la sua proposta e così visse gli ultimi tre giorni della sua vita
(domenica, lunedì e martedì) mangiando come non mai e divertendosi un
mondo, tra balli, maschere e musiche. La sera del martedì (denominato grasso)
morì e sua sorella Quaresima salì al trono. Infatti, martedì è detto “grasso”
perché è l’ultimo giorno in cui ci si può godere di cibi prelibati come carne, uova
latticini e pesce prima del digiuno penitenziale della Quaresima. 


CURIOSITÀ: Perché le chiacchiere sono il dolce di Carnevale più diffuso?


Le chiacchiere sono il dolce tipico di Carnevale e sono mangiate in tutte le
regioni d’Italia, anche se identificate con diversi nomi: Frappe a Roma, Bugie in
Piemonte, Crostoli Galani in Veneto, Sfrappole in Emilia e Cenci in
Toscana. Ai tempi dei romani, le chiacchiere venivano chiamate frictilia, perché
fritte nel grasso di maiale, e si presume venissero preparate durante i
Saturnali ovvero feste molto simili al nostro Carnevale. Tuttavia, hanno assunto
il nome che conosciamo noi grazie alla Regina Margherita di Savoia. La
leggenda narra che a Napoli, la Regina chiese al fidato cuoco di corte, Raffaele
Esposito, un dolce che accompagnasse alla perfezione le chiacchierate
pomeridiane con i suoi ospiti: di lì lo chef reale ebbe l’intuizione geniale delle
“chiacchiere”, appunto, giunta fino a noi.